QuBit AudiMob: notizie in pillole dai dati dell'Osservatorio su stili e comportamenti di mobilità degli italiani

diffondere buone abitudini e disperdere cattivi comportamenti individuali

 

QuBit AudiMob

Perchè QuBit

QuBit rappresenta l’abbreviazione di quantum bit e descrive l’unità di memoria quantistica, come un bit, può immagazzinare sequenze di 0 e 1 ma si differenzia per la capacità di assumere stati intermedi, quindi, può contenere una sovrapposizione di stati.
Le particelle piccolissime come elettroni, protoni e atomi hanno una doppia natura sono corpuscoli ma anche onde. Il comportamento ondulatorio degli elettroni è interpretato dalla Meccanica Quantistica, legge di natura statistica, che non permette di prevedere il comportamento della particella, ma consente di conoscere la probabilità della particella di comportarsi in un determinato modo, definendo attraverso una funzione d’onda uno dei possibili stati che l’elettrone può assumere nell’atomo.
La tecnica di scattering o diffusione è descritta dalla fisica come quel fenomeno per cui una o più particelle vengono deflesse, cioè cambiano traiettoria, per via della loro collisione con altre particelle, una caratteristica di questo processo è che la dispersione non include alcun tipo di emissione o assorbimento. Con la meccanica quantistica si rinuncia per sempre alla nozione di moto intesa in termini di traiettoria continua e si inizia il cammino verso il teletrasporto…

 

 

QuBit

MOBILITA' INTEGRATA O DI SCAMBIO
Nel 2016 è ripreso (dopo la «pausa» del 2015) un trend positivo decennale che porta la quota di viaggi effettuati con “combinazione di mezzi “ ad un valore più che doppio (dal 2,3% del 2004 al 5,4% del 2016). Il trasporto intermodale è più alto nella mobilità extracomunale e nelle aree urbane medie e grandi. In generale il peso dell’integrazione modale appare modesto rispetto alle potenzialità. A fronte di un’offerta decrescente di servizi di trasporto pubblico e di una pianificazione sistemica carente, le soluzioni di trasporto multimodale proposte non sono sempre in grado di assicurare agli utenti/clienti tempi di percorrenza competitivi con il «tutto-auto».

Fonte: Rapporto 2016 sulla mobilità degli italiani
Isfort, dati Audimob 2016
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB: RAPPORTO SULLA MOBILITA' 2016
Un anno di recupero sia per la mobilità non motorizzata che per il trasporto pubblico. L’automobile tende a monopolizzare le scelte dei mezzi di trasporto degli italiani. Considerando i soli spostamenti motorizzati oltre l’ 80% sono effettuati con le «quattro ruote», mentre l’insieme di tutti i mezzi collettivi aggrega una quota modale non superiore al 12-13%. Quanto alla mobilità ecologica, ovvero gli spostamenti a piedi o in bicicletta, lo share si attesta attorno al 20% in diminuzione nel lungo periodo. Il 2016 è stato un anno di recupero per i modi di trasporto sostenibili, dopo un ciclo di tendenziale debolezza, paradossale se si pensa che la riduzione dei consumi e delle disponibilità delle famiglie determinata dalla crisi avrebbe dovuto incentivare l’uso di modi di trasporto meno costosi come il trasporto pubblico o la bicicletta.

Fonte: Rapporto 2016 sulla mobilità degli italiani
Isfort, dati Audimob 2016
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB
QUATTRO PASSI IN AUTO!!
Nel corso degli anni sembra delinearsi una tendenza ad un uso dell’auto più consapevole, almeno nei brevi tragitti. Infatti nel 2001, gli spostamenti in auto come conducente inferiori a 2 km rappresentavano il 20% del totale, mentre nel 2015 sono scesi al 12,3%, circa 4 milioni in meno in valori assoluti.

Fonte: Fermata n. 27
Isfort, dati Audimob 2015
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB
CITTA' EUROPEE E MOBILITA' URBANA: IMPATTO DELLE SCELTE MODALI
Una delle strategie per combattere i cambiamenti climatici è legata al miglioramento della mobilità urbana e il settore dei trasporti rappresenta una delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico. In Europa uno spostamento urbano su 4 si compie a piedi e circa 2 viaggi su 3, nelle capitali e nelle città sopra i 550mila abitanti, avvengono senz’auto. In Italia, invece, circa il 60% degli spostamenti in ambito urbano sono effettuati con l’auto privata.

Fonte: CITTA' EUROPEE E MOBILITA' URBANA: IMPATTO DELLE SCELTE MODALI
Isfort

Fonte: Fermata n. 27
Isfort, dati Audimob 2015
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB
CITTA’ METROPOLITANE
Nella fase pre-crisi economica (2004-2007) i cittadini non mostravano segnali particolarmente forti di propensione al cambio modale, infatti solo il 22,9% si dichiarava pronto a una diminuzione dell’uso dell’auto privata e il 25,7% esprimeva il desiderio di voler aumentare l’uso del mezzo pubblico. La disponibilità aumenta negli anni della recessione economica e nell’ultimo periodo (2011-2013) separarsi dall’auto attraversa i pensieri del 38,4% dei residenti nelle città metropolitane e la scelta del trasporto pubblico diventa una possibile alternativa per il 44,4% (46,1% nei capoluoghi). Crisi economica, città caotiche immerse nello smog e invase dal traffico, segnali di apertura al cambiamento da parte dei cittadini e forse anche un po’ di coscienza ambientale portano a pensare che è il momento adatto per promuovere politiche di mobilità sostenibile. Ipotizzando di spostare su qualsiasi mezzo alternativo gli spo-stamenti in auto fino 3 km dei residenti nei capoluoghi, il risultato porterebbe a circa 200 milioni di km-auto in meno per anno, con un risparmio di almeno 20 mila tonnellate di CO2.

Fonte: Fermata n. 21
Isfort, dati Audimob 2013
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB
LA MOBILITA’ DEI GIOVANI
Nell’ottica della mobilità collettiva, le fasce di popolazione più giovani rappresentano un target di sicuro interesse. In particolare gli “under 20” evidenziano un profilo di scelta modale fortemente sbilanciato sul trasporto pubblico; nel 2013 ben il 43% di tutti i loro spostamenti sono stati effettuati con uno dei mezzi pubblici, un peso di quasi 4 volte superiore alla media della popolazione.

Fonte: Fermata n. 20
Isfort, dati Audimob 2013
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB
A causa della crisi economica e dell'aumento del costo della benzina, il 41,3% degli italiani dichiara che per contenere le spese ha ridotto le uscite nel tempo libero.

Fonte: Fermata n. 19
Isfort, dati Audimob 2013
QuBit

OSSERVATORIO AUDIMOB
Nel 2013 a causa della crisi economica il 40% degli intervistati afferma di aver pensato di cambiare le abituali modalità di spostamento per abbattere i costi legati all’aumento del carburante scegliendo il mezzo pubblico come alternativa.

Fonte: Fermata n. 19
Isfort, dati Audimob 2013
QuBit

CROLLA LA MOBILITA' PER MOTIVI DI LAVORO E TEMPO LIBERO
La crisi economica incide, senza ombra di dubbio, sui comportamenti in mobilità: le persone escono meno da casa, e rinunciano alle attività di svago.
Nel 2012 almeno 1 cittadino su 4 non effettua spostamenti, la popolazione mobile rappresenta solo il 75,1% del totale; la mobilità dedicata al tempo libero registra un calo, in un giorno medio feriale, di 4 milioni di spostamenti.
Infine la crisi occupazionale investe la mobilità del mercato del lavoro che perde 1 milione di spostamenti giornalieri crollando sotto quota 17 milioni. Tra il 2008 e il 2012 l’osservatorio Audimob ha registrato, in un giorno medio feriale, 6 milioni di spostamenti in meno per motivi di lavoro.

Fonte: Isfort, dati Audimob 2012
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LA CRISI ECONOMICA INVESTE LA DOMANDA DI MOBILITA'.
Il totale degli spostamenti in un giorno medio feriale (esclusi i rientri a casa) subisce una contrazione del -15,4% passando, in termini di valori assoluti, da 69 a 58,4 milioni, aumentano solo gli spostamenti a piedi inferiori a 5 minuti passando da 42,7 a 44,1 milioni. Il mercato del lavoro fa registrare, nel 2011, circa 4 milioni di spostamenti in meno rispetto al 2010; infatti gli spostamenti effettuati per motivi di lavoro passano da 21,8 a 17,9 milioni. La diminuzione del reddito disponibile incide sulle attività dedicate al tempo libero, anche in questo caso gli spostamenti subiscono un forte arretramento passando 22,6 milioni del 2010 ai 16,7 milioni nel 2011.
Infine, la costante crescita del prezzo della benzina e del gasolio, sembra favorire positivamente il cambio modale dal mezzo privato al mezzo pubblico. Il trasporto collettivo pesa per il 14,1% sulle modalità motorizzate e raggiunge uno dei suoi massimi storici (solo nel 2002 era al 14,2%).
Fonte: Isfort, dati Audimob 2011
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QUALI SONO LE ASPETTATIVE/SPERANZE, AL 2030, DEI CITTADINI ITALIANI PER LA MOBILITA' NELLE GRANDI CITTA' ?
Il 39,5% spera che i problemi di inquinamento saranno risolti con un servizio pubblico più efficiente e le auto private non potranno circolare.
Il 37,9% si aspetta che costi più accessibili favoriranno la maggiore circolazione di veicoli elettrici.
Solo il 9,5% immagina città con più veicoli ibridi.
Gli scettici, 4,6%, prevedono una situazione di stallo con più auto private e poche innovazioni. Mentre solo il 2,9% immagina un esaurimento delle risorse fossili che condurrà tutti all’uso del mezzo pubblico anche se poco efficiente.
Fonte: Isfort, dati Audimob 2011
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KM DI LINEE FERROVIARIE SUBURBANE IN ALCUNI PAESI UE

I dati "storici" consegnano al massimo 592 kmdi linee suburbane in Italia, contro gli oltre 2.030 km della Germania, i 1.630 km del Regno Unito e i 1.345 della Spagna, una stima prudente, basata sulle ipotesi di riconversione al trasporto pendolare delle tratte esistenti nelle sole quattro maggiori città italiane, vedrebbe salire la rete suburbana nazionale oltre 1.789 km, allineando il dato a quello dei partner europei.

Km di linee ferroviarie suburbane in alcuni paesi UE Fonte: Isfort su dati fonti locali e Legambiente Pendolaria 2010
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Più di 760.000 residenti nelle grandi città nel 2009 hanno dichiarato di utilizzare maggiormente il trasporto pubblico per gli spostamenti nei giorni feriali. Fonte: Isfort, dati Audimob 2009
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“Vado piu' spesso a piedi o in bicicletta”. Sono circa 600.000 le persone che affermano di aver modificato l’utilizzo dei mezzi per gli spostamenti quotidiani nei grandi centri urbani. Fonte: Isfort, dati Audimob 2009
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Nel 2009, in media, circa 8,6 milioni di pendolari, sono gli italiani che ogni giorno effettuano almeno uno spostamento superiore ai 10 Km. Fonte: Isfort, dati Audimob 2009
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Per ridurre i livelli di traffico e facilitare gli spostamenti il 70,4% degli italiani residenti nelle grandi città pensa che sia utile aumentare l'offerta e la qualità dei mezzi pubblici e creare un maggior numero di zone pedonali e piste ciclabili. Il restante 29,6% propende per una maggior offerta di parcheggi e per la realizzazione di nuove opere stradali. Fonte: Isfort, dati Audimob 2009
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Nell'arco degli ultimi 5 anni aumenta il disagio legato alla scarsa qualità del manto stradale: gli italiani che ritengono poco o per nulla sicure le nostre strade passano dal 21,8% al 61,0% (dati 2004-2009) Fonte: Isfort, dati Audimob 2004-2009
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In media ogni giorno 5 milioni e mezzo di italiani utilizzano l'automobile per spostamenti entro i 2 km Fonte: Isfort, dati Audimob 2009