| PIANIFICAZIONI REGIONALI | |
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Questa sezione fornisce i collegamenti alle pagine web regionali e provinciali contenenti la normativa d’intervento in tema di trasporto pubblico (in particolare il Piano Regionale dei Trasporti) e in materia di inquinamento atmosferico (in particolare il Piano Regionale per la tutela e il risanamento della qualità dell’aria e i documenti connessi). |
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TRASPORTO PUBBLICO A seguito di vai atti di riforma (D.lgs. 422/97 e seguenti) si è realizzato in Italia un elevato grado di decentramento di poteri e funzioni (“federalismo dei trasporti”) che coinvolge anche l’aspetto della programmazione politica e la definizione degli indirizzi di sviluppo dei servizi collettivi sul territorio. In alcuni casi ovviamente le istituzioni regionali attuano un ulteriore decentramento di competenze in favore di Province e Comuni. Il principale strumento di pianificazione strategica del settore diventa in ogni caso il Piano Regionale dei Trasporti (PRT o PRIT); dispositivo attraverso il quale la Regione persegue gli obiettivi di un razionale e funzionale utilizzo del proprio territorio, assicurandone accessibilità e fruibilità. Non sfugge in proposito il ruolo del PRT anche nella promozione di iniziative rilevanti su aspetti nevralgici dei sistemi urbani (sviluppo di infrastrutture e servizi a rete) e intimamente connesse alle tematiche ambientali, specie se si pensa a documenti di ultima generazione e orientati alla sostenibilità. In questa sezione è possibile consultare i Piani Regionali dei Trasporti disponibili on line e le normative regionali di riferimento in tema di trasporto pubblico locale. Secondo i dati raccolti da Isfort, aggiornati al febbraio 2011, la situazione complessiva non parrebbe proprio esaltante, anche se va rimarcata la presenza di contesti più avanzati di altri. In particolare sono 14 i PRT adottati dopo la riforma 422/97 nelle diverse Regioni o Province Autonome (in alcuni casi si tratta però di documenti con oltre 10 anni di vita); di queste 6 realtà possiedono un testo adottato in fase di aggiornamento; sono 4 i PRT in via di elaborazione o approvazione e 2 i documenti di indirizzo con funzione equivalente al Piano Regionale. |
INQUINAMENTO ATMOSFERICO E QUALITA’ DELL’ARIA La normativa italiana, recependo quella europea (Direttiva 92/62/CE e atti successivi) stabilisce la necessità di adottare specifici Piani e Programmi per tutelare o migliorare la qualità dell’aria, affidando alle Regioni e alle Province autonome le principali funzioni in materia. A queste è dunque attribuito il compito di monitorare e valutare la situazione (dati qualità dell’aria; inventario delle emissioni), suddividere il territorio di competenza in zone omogenee sulla base dei differenti livelli di concentrazione degli inquinanti atmosferici e della popolazione residente (zonizzazione) e infine redigere i Piani di risanamento per le zone critiche (PRQA o PQA) e i Piani di mantenimento per quelle ottimali, il cui livello di inquinanti risulti inferiore ai valori limite. In questa sezione è possibile dunque prendere visione degli atti più rappresentativi e degli strumenti d’intervento predisposti sul territorio (e disponibili on line), al fine anche di delineare lo stato di attuazione delle direttive comunitarie sulla qualità dell’aria recepite a scala nazionale. Secondo i dati raccolti da Opmus, aggiornati al maggio 2011, nelle 19 Regioni italiane e nelle due Province Autonome la situazione è piuttosto eterogenea, visto che in alcuni casi l’intervento è ancora limitato all’inventario delle emissioni e alla zonizzazione del territorio, mentre altri documenti contengono già dei veri propri interventi di mantenimento o risanamento. Talvolta disponendo un ulteriore decentramento di competenze in favore delle province, per quanto riguarda l’attività concreta di pianificazione operativa (Emilia Romagna). Specie le regioni del Sud evidenziano un ritardo nel passaggio alla fase attuativa; le situazioni più gravi si registrano in Sicilia (il PQA è del tutto assente) e in Calabria (sono state elaborate solo le linee preliminari). Assai eterogeneo è anche l’approccio alla gestione delle situazioni di emergenza, in caso di superamento dei valori limite previsti dalla normativa nazionale (DM 60/02) e che richiedono l’adozione di interventi straordinari per il rispetto della salute pubblica (es. limitazioni nella circolazione dei veicoli). In alcuni casi le misure contingenti sono indicate in accordi che coinvolgono diversi livelli di governo territoriale (Marche, Lombardia), in altri i Piani d’azione sono elaborati a livello provinciale (è il caso del Piemonte e delle PA in Trentino), in altri ancora tali Piani vengono redatti a livello comunale (Toscana, Veneto, Fiuli VG). Da segnalare in Emilia Romagna, Provincia di Bolzano, Toscana e Umbria l’esistenza di protocolli di intesa o accordi Regioni-EELL che si pongono come quadro di riferimento per le azioni di più ampio respiro da compiere in quei territori. Casi isolati, ma comunque positivi, sono quello dell’Accordo di programma interregionale tra le regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano e la Repubblica e Cantone Ticino per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento atmosferico (febbraio 2007) e quello del Coordinamento permanente istituito tra i sindaci della Val Padana contro le polveri sottili. Tali atti evidenziano la consapevolezza nascente della necessità di affrontare con un approccio non più legato strettamente ai confini amministrativi dei territori un problema che ha dimensioni sovra-regionali e di bacino più ampio. |
ACCORDI INTERREGIONALI
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